Il Gazzettino di Padova, 10-01-2016
Basta plastica in discarica

La plastica rigida è un materiale che non è possibile recuperare con il normale iter di raccolta e spesso finisce nel rifiuto secco. Con questa si realizzano sedie, tavoli, panchine, annaffiatoi, bacinelle, contenitori per rifiuti, giochi da esterno per bambini e molti altri oggetti. È la plastica che non rientra nella categoria degli imballaggi e che rappresenta una non trascurabile percentuale del rifiuto secco raccolto. La multiutility Etra, 75 i Comuni soci, presiduta da Andrea Levorato con sede nella città murata, è partner di un progetto europeo finalizzato alla valutazione delle possibilità tecniche di recuperarla. Si chiama RePlaCe Belt ed è inserito nel più ampio programma denominato Life+. Due gli ambiti di intervento di Etra: la sperimentazione di un innovativo sistema tecnologico per il riutilizzo della plastica dura e l’aumento dei punti di raccolta della stessa tra l’utenza domestica. Questo per valutare se sia possibile recuperare materiale idoneo a essere riciclato direttamente dalla raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Il materiale raccolto e selezionato, infatti, deve risultare di alta qualità per poter essere destinato a successivi utilizzi. Per quanto riguarda il primo aspetto, è stato progettato e realizzato un prototipo di tappeto per nastro trasportatore industriale che sarà testato in uno degli impianti di Etra, per sperimentare la resistenza del materiale plastico ottenuto.
Nel secondo caso Etra ha avviato un’azione pilota coinvolgendo dallo scorso anno cinque comuni: San Pietro in Gù, Piombino Dese, Mestrino, Teolo e Rosà, per un totale di 16.818 abitanti. Gli utenti, in occasione della consegna dei nuovi contenitori per la raccolta differenziata, sono stati invitati a portare gli oggetti di plastica rigida che avevano in casa, rotti o inutilizzati. Hanno risposto 1820 persone, conferendo 290 metri cubi di plastica dura pari a 9920 chilogrammi. Differenziando anche questa plastica, permette di ridurre la quantità di rifiuti inceneriti. Nei centri di raccolta di diversi comuni, la plastica dura può essere già conferita separatamente.
di Michelangelo Cecchetto