Recupero della plastica rigida, Etra partner di un progetto europeo

Obiettivo: diminuire il rifiuto secco non riciclabile

È la ‘Cenerentola’ delle plastiche, perché non essendo un imballaggio non è possibile recuperarla con il normale iter di raccolta e spesso finisce con l’aumentare il peso ed il volume del secco non riciclabile. È la plastica rigida, quella che compone sedie, tavoli, panchine, annaffiatoi, bacinelle, contenitori per rifiuti, giochi da esterno per bambini, ovvero tutta la plastica che non rientra nella categoria degli imballaggi e che rappresenta una non trascurabile percentuale del rifiuto raccolto.

Il Programma Life+, voluto dall’Unione Europea, prevede un sovvenzionamento di progetti realizzati in Europa e finalizzati a sostenere azioni per l’ambiente, tra le quali il recupero delle materie plastiche. Etra ha deciso di dare il suo contributo, aderendo al progetto europeo RePlaCe Belt, il cui obiettivo è quello di verificare le possibilità tecniche di recupero della plastica rigida. Due gli ambiti di intervento di Etra: la sperimentazione di un innovativo sistema tecnologico per il riutilizzo della plastica dura e l’aumento dei punti di raccolta della stessa tra l’utenza domestica. Questo per valutare se sia possibile recuperare materiale idoneo a essere riciclato direttamente dalla raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Il materiale raccolto e selezionato, infatti, deve risultare di alta qualità per poter essere destinato a successivi utilizzi.

Per quanto riguarda il primo punto, è stato progettato e realizzato un prototipo di tappeto per nastro trasportatore industriale che sarà testato in uno degli impianti di Etra, per sperimentare la resistenza del materiale plastico ottenuto.

Per quanto riguarda, invece, il secondo, Etra ha avviato un’azione pilota coinvolgendo nel 2015 cinque Comuni: Piombino Dese, San Pietro in Gu, Teolo, Rosà e Mestrino, per un totale di 16.818 abitanti. Gli utenti, in occasione della consegna dei nuovi contenitori per la raccolta differenziata, sono stati invitati a portare gli oggetti di plastica rigida che avevano in casa, rotti o inutilizzati, per contribuire al loro recupero. Invito raccolto da ben 1.820 persone che hanno conferito 290 metri cubi di plastica dura per un totale di 9.920 chilogrammi.

Avviare uno specifico circuito per la raccolta differenziata della plastica dura e ingombrante permetterebbe di ridurre ulteriormente la quantità di secco non riciclabile conferito all’inceneritore. Il contributo che ogni cittadino può dare per raggiungere questo importante obiettivo è quello di differenziare sempre meglio la plastica al fine di ottenere del materiale riciclato puro e quindi meglio utilizzabile. Nei Centri di raccolta di diversi Comuni la plastica dura può essere già conferita separatamente.

Per maggiori informazioni consultare il sito www.etraspa.it o www.replacebelt.eu